

Nota: la parte di sotto che regge il tutto, è la caldaietta dello scaldabagno da 10 lt. I capelli sono di stoppa ( che serve per guarnire le filettature idrauliche)





La sirena Partenope o l'Odalisca
Questa scultura nacque in occasione di una manifestazione a Napoli, avente per oggetto
"La sirena Partenope "
che fu portata a spalla in processione, per alcune stradine della vecchia Napoli.
Inizialmente, per quella occasione, la scultura era comprensiva anche del corpo adagiato su un fianco, e terminava con una bella e insolita coda. Poi in seguito, per ragioni di spazio, la coda, che mi piaceva molto, l’ho staccata e posta dietro la testa, come un ornamento.
Curiosità: In seguito questa scultura l’ho ribattezzata L’Odalisca, perché quell’ornamento dietro la testa, forse non è facilmente riconoscibile, ma ha attinenza con una pianta originaria dei paesi arabi. E’ infatti la parte terminale dei rami della palma da datteri. Pensate che questi pezzi, hanno trovato il loro utilizzo dopo più di quattro anni. Infatti la prima volta che li notai ( tornavo di sera da una partita di pallavolo, a proposito ancora gioco, e chi vuole, di qualsiasi età e sesso, si faccia avanti ),erano buttati lungo una strada, mi attrasse molto la parte finale coriacea e ritorta come la coda di un pesce. Tornato a casa, mentre mangiavo, ancora pensavo a quei rami e alla triste fine che avrebbero fatto in qualche discarica o bruciati. Non sapevo ancora a che cosa mi sarebbero potuti servire, ma non potetti fare a meno di riuscire e armato di segaccio, mi portai via almeno quelle estremità così particolari.
Ho voluto raccontare anche tutta questa ultima parte, anche per spronare, chi volesse intraprendere un approccio di creatività, che se qualcosa colpisce la vostra curiosità ( un ramo, una corteccia, uno spago,una biglia colorata, una matassa di fili elettrici, una mattonella, una pietra…a proposito di pietra, se vi interessa andate a leggere la parte di “Scultura Moderna” e come sono nati i miei corsi…cose da non credere…faccio ancora fatica io, figuriamoci voi ), dicevo…se potete mettetela da parte, forse prima o poi vi balenerà l’idea e la voglia di utilizzarla e poi da cosa nasce cosa. Ricordate anche, che insieme ai materiali, occorre avere anche un po’di attrezzi e colle, infatti dice bene il motto napoletano i fierr’ fann’ miezze mast’, metteteli davanti a voi su un tavolo e vedrete che qualcosa di soddisfacente riuscirete a tirar fuori. Provateci e mi darete ragione, anzi ci credo così tanto che voglio essere invitato alla vs. prima esposizione (anche se collettiva, anch’io ho cominciato così ) e se poi avrete anche un vs. sito artistico, mi farebbe piacere essere menzionato, come per esempio ha fatto l’affermato artista Franco Moleti di Genova. Capito?!!


L’ermafrodite
Nota: fatto in terracotta, quando lo espongo, lo copro con dei veli con sopra la scritta “velo pietoso, se vuoi scopri” E’ molto divertente osservare le varie situazioni imbarazzanti che essa crea. Ho assistito a scenette del tipo: un tizio che ha già visto di che cosa si tratta, divertito va a chiamare un amico dicendogli che c’è uno che ha la stessa faccia sua. Quello, scopre, e dice “ ma perché assomiglia a me? “ l’altro “ certo, tenete la stessa faccia di ca….”
Poi altre volte mi diverto a mettere il cartello “cercasi organi veri, che non vi servono più “ e spalleggiato da un po’ di amici, insieme cerchiamo qualche anziano che sa stare al gioco, per convincerlo a fare la donazione del suo….terminando con un ”tanto neanche Vi funziona più”
Risentiti, danno sfogo a frasi divertenti di tutti i tipi, e con dichiarazioni di prestazioni da supermen.



Il vecchio e il nuovo economista
Queste sculture le ho ideate nel periodo del passaggio tra la lira e l’euro. Hanno fatto entrambe la loro prima apparizione in una prestigiosa vetrina di un negozio di telefonia TIM a Napoli –Vomero ( se recupererò la foto, l’aggiungerò poi ). Le due sculture parlavano…tra loro, mediante cellulare appoggiato all’orecchio e con vignetta-fumetto, dicevano:
nuovo economista – ciao lira, sono il giovane euro, non scappare, dammi dei consigli, aiutami a crescere.
vecchio economista – ciao euro, certamente ti voglio aiutare. Se me ne daranno il tempo, ti insegnerò ad essere forte e competitivo, evitando alle speculazioni di prendere il sopravvento, altrimenti poi, tutti ce l’avranno con te.
Purtroppo, chi doveva gestire nella maniera migliore questo passaggio, o non ha saputo o non ha voluto porre gli opportuni rimedi, facendo schizzare il mercato ( cosa che in altri paesi europei non è successo, come mai? ).



Il Vecchio Falegname
Nota: i bulbi oculari sono due impugnature di vecchie vriali, (ovvero attrezzi per fare la strada alle viti )


SAN MARTINO 'S CLUB
SE POI PROTEGGERTI VORRAI, UN CERO, ACCENDI A SAN MARTINO.
ARCIMBALDO

Il Rilegatore di libri
Nota: gli occhi sono fatti con la fettuccia in tela doppia che si usa per rinforzare gli angoli dei libri.

Il fabbricante di scarpe
Nota: questa scultura nasce per la verità da un imput lanciatomi da un proprietario di una fabbrichetta di scarpe nel napoletano. Poiché aveva visto una mia mostra e per la verità aveva anche acquistato due mie sculture ( l’unica volta che decisi di vedere se oltre che a piacere, la gente le avrebbe veramente anche comprate ), mi propose di farne una con i suoi materiali. Io andai in fabbrica e riempii un borsone di tante cose che mi avevano colpito. Ovviamente non utilizzai tutto, ma la scultura comunque ne era piena. Infatti ho utilizzato oltre alle scarpe ( poi dirò un annedoto simpatico) dei tacchi per orecchie, dei calzascarpe per sopracciglia, una tomaia per la testa, i bulbi oculari sono due rocchette per cucire le scarpe, la bocca con uno scomposto tendi forma per scarpe, ecc.
Una volta ad una mostra, e proprio a riguardo di questa scultura, mi si avvicina una ragazza e mi dice ” maestro ho capito cosa ha voluto simboleggiare con l’opera delle scarpe….il rapporto sessuale. Incuriosito chiesi perché, e Lei “ è così evidente come quella scarpa centrale maschile si fa spazio tra quelle due femminili. Per non deluderla, anche sul piano artistico-concettuale, Le dissi brava, complimenti, lei si che sa vedere oltre.
Chi sa che non sia stata la stessa che mi ha lasciato scritto sul libro delle firme “ maestro che fantasia meravigliosa che ha, chi sa a letto che cosa deve essere seguito dal num. di telefono, che non ho mai chiamato… per non deludere cotanta aspettativa….


Questa scultura viene associata insieme al diavolo percio' prendono il titolo 'il diavolo e l'accqua santa'








Sono poi approdato alle sculture con materiali tecnici come questi che vedete quì in appresso

Il vecchio professore di mandolino
Nota: ispirandomi al professore di concertino interpretato da Eduardo, tutta la scultura è fatta con molti richiami al passato ( bollitore per siringa; tombola con panariello e vecchi numeri; trappola per i topi; macinini per il caffè; attrezzo in legno per mettere i tappi alle bottiglie di pomodoro; cartoline d’epoca; Primo numero del “Il Mattino”; Pulcinella a trombettella; ecc.)
Tutto adagiato in un vecchio braciere, dove sono contenuti anche vari dolci tipici napoletani ( la pastiera, il babà, la sfogliatella, il tarallo, la zappetta ecc).


Il cuoco Medardo
Nota: questo nome Medardo, in onore di un bravissimo e gentilissimo cuoco conosciuto a Cesena ( dove dovevo fare una maxi scultura con frutta e verdura ), con il quale sono diventato amico.








Il Sagrestano ( ovvero tra il sacro e il profano )
Nota: tutto il materiale utilizzato ha a che fare con il “credere”, con la “speranza” , con la “fortuna “anche la stessa scopa da strega, appartiene a un certo mondo.
Con quest’ opera, che è anche l’ultima realizzata, penso di essermi espresso in maniera più artistica e personale, rispetto a tutte le altre…che sia l’inizio di un nuovo filone o di un radicale cambiamento ? Chi sa. Seguitemi nel tempo e lo saprete anche Voi. Ciao, e ricordateVi
“




Da una melenzana anomala, con due gambe, è nato questo personaggio, che chiude la carrelata con i suoi saluti.................